
Sri Lanka in estate: cosa vedere in due settimane
Contrariamente a quanto si pensa, lo Sri Lanka è una meta affascinante anche in estate. Certo, il monsone può portare qualche temporale soprattutto sulla costa sud, ma con un po’ di flessibilità e un hotel con piscina, l’esperienza è indimenticabile.
Prima di raccontarvi l’intero itinerario, vi anticipo brevemente i nostri spostamenti:
📍due notti a Sigiriya
📍due notti a Uppuveli
📍una notte a Kandy
📍una notte a Nuwara Eliya
📍due notti a Ella
📍quattro notti ad Ahangama
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Giorno 1: benvenuti nella Lacrima dell’India
Il nostro volo è atterrato a Colombo nelle prime ore del pomeriggio, e appena usciti dall’aereo siamo stati subito avvolti da un’ondata di aria calda e umida che ci ha accolto, facendoci sentire immediatamente immersi nell’atmosfera vibrante e unica dell’Asia.
Ad attenderci, il nostro driver – già prenotato dall’Italia (scrivetemi se desiderate il contatto).
Abbiamo iniziato questo viaggio immergendoci immediatamente nella storia millenaria di questo paese: Sigiriya, il cuore pulsante del Triangolo culturale a nord dell’isola, é una cittadella fortificata che Kasyapa I fece costruire in cima ad una montagna in meno di sette anni per scampare al rimorso di aver usurpato il trono a padre e fratello.
Abbiamo soggiornato due notti al Moksha Sigiriya (colazioni e altri pasti possono essere fatti nel loro ristorante, Soul food).
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Giorno 2: La maestosità di Sigiriya e l’antica Polonnaruwa
L’alba ci ha trovati ai piedi della maestosa Lion Rock, un’antica fortezza costruita nel V secolo dal re Kasyapa. La salita è stata impegnativa, ma la vista dalla cima, con gli affreschi delle “fanciulle celesti”, ci ha ripagato di ogni sforzo. Nel pomeriggio, ci siamo immersi nella storia di Polonnaruwa, l’antica capitale del regno singalese, dove tuttora si possono ammirare le statue mastodontiche del Buddha scolpite in un’unica pietra.
Qualche info utile:
• troverete tante informazioni leggendo qua e là racconti di viaggio, molti consigliano di soggiornare a Dambulla per avere più possibilità di muoversi con i mezzi: secondo me, l’atmosfera di Sigiriya è impagabile.
• alloggiando al Moksha potrete raggiungere a piedi Lion’s Rock (ingresso circa 32€ a persona) e Pidurangala in pochi minuti di Tuk Tuk (circa 9€ complessivi di ingresso e spostamento)
• spostarsi a Polonnaruwa è semplice ed abbastanza veloce (noi abbiamo speso circa 25€ per un driver che ci accompagnasse in Tuk Tuk a/r e stesse con noi anche dentro il sito, che è ampio oltre sei km! Nel corso della vacanza è poi diventato un amico, ci ha mostrato un sacco di chicche fuori dalle “rotte battute” e ci sentiremmo di consigliarlo a chi ha bisogno di un driver fisso o di aiuto nell’organizzazione del proprio viaggio. Si chiama Sanju, potete contattarlo a questo link dicendo che vi mandano Grazia e Stefano dall’Italia).






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Giorno 3: L’alba sacra di Pidurangala e le spiagge di Trincomalee
Abbiamo salutato il sole sorgere dalla cima di Pidurangala, una roccia con un tempio buddista e una vista mozzafiato su Sigiriya. Questo piccolo trekking é adatto a chi non ha problemi di mobilità o vertigini, nell’ultimo tratto bisogna letteralmente arrampicarsi).
Nel pomeriggio, ci siamo diretti a Trincomalee, sulla costa orientale, pronti a goderci qualche giorno di relax al mare.
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Giorni 4|5: Costa est
In estate la costa sud dello Sri Lanka è interessata dal monsone, pertanto se volete fare qualche giorno di mare, dovete orientarvi lungo la costa est: noi siamo stati a Trincomaleee, Uppuveli e Nilaveli.
Vi lascio qualche foto e qualche info in più qui sotto ⬇️
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Giorno 6: Verso Kandy, tra templi e spiritualità
Al sesto giorno di viaggio abbiamo cominciato a rotolare verso sud. Siamo tornati nella zona di Sigiriya e abbiamo ricontattato Sanju, il nostro amico “Tuktukaro” che ci aveva accompagnati a Polonnaruwa e con il suo Tuk Tuk abbiamo fatto un viaggio indimenticabile verso Kandy. Lungo la strada, ci siamo immersi nella cultura e nella spiritualità. Abbiamo visitato i templi di Dambulla, con le sue grotte affrescate, e poi Sanju ci ha portati Nalanda Gedige e al tempio indù di Matale: due posti incantevoli, che senza di lui non avremmo mai conosciuto.
Il Buddismo fu introdotto in Sri Lanka durante la metà del III sec. a.C., e successivamente nacquero le prime città, come Anuradhapura e Polonnaruwa. I Tamil, di religione Indù, arrivarono più tardi, e questo paese è totalmente permeato dalla fusione (e dallo scontro – in passato) di queste due culture.
• I templi di Dambulla incastonati nella roccia, popolati da oltre 150 statue di Buddha e di re importanti del passato, molte delle quali ricoperte di oro. Duemila metri quadri di affreschi che raccontano la sua vita



• Nalanda Gedige, considerato il centro geografico perfetto dell’isola: un locus amoenus, dove il silenzio è interrotto soltanto dai suoni della natura, e sciami di farfalle bianche disegnano ghirigori nell’aria


All’arrivo a Kandy, abbiamo assistito alla suggestiva Puja al Sri Dalada Maligawa, il celebre Tempio del Dente: si chiama così perché al suo interno in uno scrigno è custodita una reliquia del dente di Buddha, scrigno visibile soltanto durante la Puja, la cerimonia sacra che si tiene tre volte al giorno.



Il Tempio del Sacro Dente è importantissimo per i buddhisti dello Sri Lanka, e si crede che vada visitato almeno una volta nella vita per acquisire meriti spirituali e migliorare il proprio karma. La storia di questa reliquia è avvincente, ed è narrata attraverso un ciclo di dipinti all’interno del tempio: secondo la leggenda, il dente fu recuperato dalla pira funeraria del Buddha in India e, dopo varie dimore, fu portato sull’isola per proteggerlo da invasori – che volevano trafugarlo – incastonato in un fiore di loto tra i capelli di una principessa.
Qui abbiamo soggiornato una notte a Kandy City Oasis Hotel (19€ stanza matrimoniale, pulitissima e ottima colazione!)
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Giorno 7: La natura rigogliosa di Peradeniya e il fascino di Nuwara Eliya
Abbiamo iniziato la nostra giornata riempiendoci occhi e cuore nel Giardino Botanico di Peradeniya, un’esplosione di colori e profumi.
Nel pomeriggio, abbiamo preso un driver su Pick me al volo e ci siamo diretti a Nuwara Eliya, la “Piccola Inghilterra“, con una sosta alle Ramboda Falls: questa piccola cittadina immersa nella regione delle piantagioni del tè vi ruberà il cuore. Sembra di stare in un posto completamente diverso da tutti quelli che avrete visitato finora, si tratta quasi sempre della tappa centrale del viaggio, sia che visitiate prima il triangolo culturale (come abbiamo fatto noi) sia che proveniate da sud: fu fondata dall’esploratore britannico Samuel Baker nel 1846, ed è nota appunto come Piccola Inghilterra per le sue coltivazioni di tè e per il clima fresco e umido (questa è la quota Trentino della vacanza, serve il maglioncino).
Abbiamo concluso la giornata con un tè delle 17 al Grand Hotel, un’esperienza indimenticabile: qui il tempo sembra fermo al 1891. La tradizione del Royal High Tea affonda le sue radici nel passato coloniale di questo hotel: la stessa regina Elisabetta ha più volte soggiornato qui. Ci hanno servito tre tipi di tè con il tradizionale accompagnamento di tartine salate e dolci, in alta stagione è possibile prendere il tè nel giardino reale.
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Giorno 8: Tra piantagioni di tè e panorami mozzafiato
Dopo una bella colazione con vista sulle piantagioni del te nel nostro Hotel (The Ramp, pagato 49€ per una notte), abbiamo fatto una passeggiata tra le piantagioni di tè, ammirando il paesaggio collinare. Attenzione, molti driver e tour operator consigliano di visitare piantagioni del tè già in questa zona, ma sono estremamente turistiche. Noi abbiamo preferito farlo nei giorni successivi, come vi dirò tra poco. Nel pomeriggio, ci siamo imbarcati per il must di questa vacanza: il treno panoramico per Ella, un viaggio nel viaggio attraverso scenari da cartolina. Vi lascio un video per trasmettervi la magia.
Siamo arrivati a Ella nel tardo pomeriggio,
In tanti articoli, prima di partire, avevo letto che Ella fosse una sorta di non luogo, una cittadina super turistica sorta praticamente in mezzo al nulla, quasi per assecondare itinerari più seguiti dalla maggior parte dei turisti. A noi in realtà è piaciuta molto, probabilmente perché abbiamo soggiornato nel posto più autentico in assoluto di tutta la vacanza: in mezzo alla foresta, a casa di una famiglia dolcissima ci ha accolti veramente come se ci conoscessimo da sempre, preparandoci la colazione anche quando due giorni dopo siamo ripartiti alle quattro di mattina per andare a fare il Safari.
Trovate questo alloggio su booking.com sotto il nome di Wingate Homestay (due notti + colazione, 42€).
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Giorno 9: Trekking e sapori autentici a Ella
La mattinata é iniziata con il trekking al Nine Arch Bridge.
Poi abbiamo proseguito verso il Little Adam’s Peak, per ammirare il panorama circostante. Qui, gli avanzi dell’avventura, c’è una spettacolare zip line (assicuratevi però di prenotare prima se non volete fare la fila).
Nel pomeriggio, abbiamo visitato la Uva Halpewatte Tea Factory, per scoprire i segreti del tè di Ceylon: purtroppo il tempo non è stato clemente, e non abbiamo potuto visitare anche la piantagione. Il costo della visita è di circa 10 $. Questa fabbrica è stata fondata nel 1971, e il signore che ci ha fatto da guida lavora lì da 42 anni: abbiamo potuto ammirare tutto il processo di essiccazione e lavorazione delle foglie del tè e infine abbiamo terminato con una degustazione di quattro differenti tipi di te.



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Giorno 10: Safari nel cuore selvaggio di Udawalawe e relax sulla costa sud
All’alba, siamo partiti per un safari nel Parco Nazionale di Udawalawe.
Sapevate che un elefante dorme solo quattro ore e mangia circa 200kg di erba e verdura ogni giorno? 🥹 abbiamo scoperto una sacco di cose in questa giornata.

In Sri Lanka ci sono diversi parchi in cui fare un Safari. Il più famoso è certamente lo Yala National Park, ma noi abbiamo scelto Udawalawe per diversi motivi: innanzitutto il parco è più piccino e c’è maggior possibilità di vedere animali in maniera ravvicinata, ma soprattutto, c’è ancora una certa etica nella gestione di questa esperienza. Grazie a Casa Tikiri (tra poco ve ne parlo) abbiamo avuto la fortuna di avere una guida esperta, che ha agito seguendo un’etica e che non ha mai messo in difficoltà gli animali inseguendoli con la Jeep (abbiamo letto purtroppo molte esperienze negative da questo punto di vista) e ci ha spiegato un’infinità di cose su di loro.
Osservare gli animali nel loro semplice esistere è incredibile. ✨
Nel pomeriggio, ci siamo trasferiti ad Ahangama, sulla costa sud, per goderci gli ultimi quattro giorni di relax a Casa Tikiri, un boutique hotel meraviglioso gestito da due ragazzi italiani, Alice e Stefano.
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Giorno 11: Il tè bianco di Handunugoda e il fascino di Mirissa
Molte delle esperienze che abbiamo fatto lungo la costa sud ci sono state consigliate proprio dai proprietari e dallo staff di Casa Tikiri.
Il primo giorno in costa sud abbiamo visitato la Handunugoda Tea Estate, l’unica fabbrica di tè bianco vergine della costa sud.
Vi lascio qui sotto un post in cui avevo raccontato di più sulle nostre esperienze con il tè in Sri Lanka (ci sono anche foto scattate alla fabbrica visitata ad Ella).
Nel pomeriggio, ci siamo immersi nell’atmosfera vivace di Mirissa, ammirando la Coconut Tree Hill e concedendoci un massaggio rilassante da Secret Root (prezzo, circa 15 $). Ri-ge-ne-ran-te. In off season moltissimi locali sono chiusi, è vero, ma per il nostro gusto è stato meglio visitare questa parte dell’isola senza le orde di turisti presenti nei nostri mesi invernali.
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Giorno 12: Relax ad Ahangama e cena a Galle Fort
La giornata è trascorsa all’insegna del relax nel nostro resort. Nel pomeriggio abbiamo visitato la Sooriya Weaving Handloom 🧵🪡 una fabbrica di cotone d’altri tempi. Vi lascio foto e qualche informazione in più in questo post
In serata, abbiamo fatto un giro ad Ahangama e cenato nel suggestivo Forte di Galle, un sito patrimonio dell’UNESCO. Qui, ci siamo concessi la prima pizza della vacanza (dopo due settimane, se ne cominciava ad avvertire la necessità) e devo dire che era davvero buonissima. La trovate da Aqua Pizza.
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Giorno 13: Cultura e spiritualità a Galle
Il nostro penultimo giorno in Sri Lanka, già in preda alla nostalgia abbiamo visitato la Japanese Peace Pagoda, un simbolo di pace e armonia. Questa pagoda è stata costruita nel 2005 dai monaci buddisti giapponesi della setta Mahayana, come parte del loro piano per costruire templi per la pace nelle zone della guerra civile in Sri Lanka. Anche qui ci sono varie statue di Buddha che ne narrano la storia, dalla nascita all’illuminazione al nirvana. L’ingresso è gratuito e dalle 16 alle 17:30 ogni giorno c’è il momento della preghiera.


Infine, abbiamo dedicato del tempo alla visita di Galle, con le sue stradine pittoresche e gli edifici coloniali: il Forte di Galle venne costruito dagli olandesi nel 1663, quando essi subentrarono ai portoghesi. All’arrivo dei britannici (1796) il forte venne utilizzato come centro amministrativo della città.
Durante i nostri giretti, ci siamo imbattuti nella libreria pubblica più antica dello Sri Lanka, fondata nel 1832: la bibliotecaria è una donna molto affabile, ci ha spiegato che dopo lo tsunami del 2004 una grandissima quantità di libri è andata distrutta e stanno ancora cercando di recuperarli (ci ha mostrato perfino dei libri mangiucchiati dai pesci).



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Giorno 14: Arrivederci Sri Lanka
Con il cuore pieno di ricordi indimenticabili, abbiamo salutato questa terra meravigliosa e ci siamo diretti all’aeroporto per il volo di ritorno.
Organizzare un viaggio da soli in Sri Lanka non è assolutamente difficile: noi abbiamo prenotato i voli circa tre mesi prima, e scelto gli alloggi di giorno in giorno (tranne Casa Tikiri, che era stata prenotata molto tempo prima). Se posso esservi utili con qualche altra informazione, non esitate a scrivermi Qui!
Vi abbraccio
Grazia
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